Gestire correttamente un’auto aziendale può sembrare un compito semplice, ma in realtà è uno degli argomenti che genera più incertezze tra lavoratori e aziende. Quando si può usare? Con quali limitazioni? E soprattutto, quali sono le differenze tra auto aziendale e auto ad uso promiscuo?
Nel nuovo episodio del podcast Lavoro semplice e chiaro, Sabrina Grazini – LinkedIn Top Voice e consulente esperta nel campo HR – ci guida in un viaggio tra regole, falsi miti e scenari pratici legati proprio alla gestione delle auto aziendali.
Dai racconti di vita vissuta – come chi ha usato un’auto aziendale per un lungo viaggio personale o chi ha trasformato le trasferte in occasioni di guadagno extra – emergono comportamenti spesso dettati da poca informazione o confusione normativa. L’auto aziendale, infatti, può assumere forme e finalità molto diverse:
Queste distinzioni non sono solo formali: implicano trattamenti diversi in termini di fringe benefit, tassazione e responsabilità in caso di sinistri o infrazioni.
Un altro aspetto centrale della puntata riguarda le novità normative che entreranno in vigore nel 2025. Le modalità di calcolo del fringe benefit legato all’auto ad uso promiscuo sono state riviste per incentivare comportamenti più sostenibili, premiando le aziende che adottano veicoli elettrici o ibridi rispetto a quelli tradizionali.
Anche aspetti più pratici trovano spazio nell’episodio, come:
Questa puntata è un’occasione per fare finalmente chiarezza su uno degli strumenti più utilizzati (e fraintesi) all’interno delle aziende. Un approfondimento utile per HR, dipendenti e imprenditori che vogliono muoversi nel rispetto delle regole e con maggiore consapevolezza. Ascoltala su Spotify e tutte le piattaforme gratuite.
Per chi volesse approfondire il tema. resta sempre attuale il nostro precedente articolo sul rimborso chilometrico.
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Un audit interno mensile sulle presenze non è burocrazia: è il modo più rapido per chiudere il mese senza sorprese, ridurre errori in busta paga, prevenire contestazioni e tenere sotto controllo ritardi, pause, straordinari e timbrature “strane”.
Le trasferte fanno parte della quotidianità di moltissime aziende: tecnici che operano presso clienti, commerciali che visitano punti vendita, consulenti che si spostano tra sedi diverse, personale inviato in formazione. Ogni trasferta, però, non è solo uno spostamento: è un insieme di attività amministrative che devono essere gestite con precisione.
Gestire le presenze del personale con un foglio presenze Excel sembra una soluzione semplice: un file condiviso, qualche formula e il gioco è fatto. Nella pratica, però, Excel diventa spesso un “collo di bottiglia” che genera confusione, perdite di tempo e soprattutto errori difficili da intercettare prima che finiscano in busta paga o nei report interni.