Gli straordinari sono uno di quei temi che sembrano “semplici” finché non diventano un problema: un dipendente che contesta il mancato pagamento, un responsabile che approva a voce, un foglio Excel con versioni diverse, ore extra emerse mesi dopo in un contenzioso o durante un controllo. Nel frattempo i costi lievitano, la pianificazione salta e l’HR si trova a fare da arbitro senza dati solidi.
Un processo difendibile non è (solo) “avere le timbrature”: è dimostrare in modo chiaro e coerente chi ha richiesto cosa, chi ha autorizzato, quando è stato svolto lo straordinario e come è stato rendicontato. Se mancano uno o più pezzi, anche la migliore intenzione si trasforma in rischio.
In questa guida trovi un approccio pratico per costruire una procedura di autorizzazione straordinari che regge nel tempo, e come trasformare i dati in report straordinari utili sia per paghe sia per controllo di gestione. Nella seconda parte vediamo come Libemax Rilevazione Presenze può rendere tutto questo semplice, tracciabile e scalabile.
“Difendibile” vuol dire che, se tra 6 mesi ti chiedono di ricostruire una giornata o un mese, non devi interpretare: devi poter mostrare evidenze.
Un processo è davvero difendibile quando include questi elementi:
Questi punti non servono a “complicare la vita”: servono a ridurre discussioni, errori e costi invisibili.
1) Autorizzazione “a voce”
Il responsabile dice “ok, fermati un’ora”, ma non resta traccia. Quando emergono ore extra, l’azienda non riesce a distinguere tra necessità reale e abitudine.
Costo: pagamento non previsto + discussioni + perdita di fiducia.
2) Timbrature incomplete o non verificabili
Se mancano uscite, pause o ci sono correzioni frequenti senza motivazione, il dato si indebolisce.
Costo: calcoli paghe sbagliati, straordinari gonfiati o sottostimati.
3) Un foglio per reparto (o per responsabile)
Excel, email, chat: ogni canale genera una “verità” diversa. L’HR diventa un centro di riconciliazione manuale.
Costo: ore di lavoro improduttive + rischio di errore umano.
4) Approvazione solo a fine mese (senza controllo)
Se si guarda tutto a fine periodo, lo straordinario è già diventato “normale”. Inoltre è tardi per correggere turni e carichi.
Costo: perdita di controllo sul budget e sulla compliance interna.
5) Report poco utilizzabili
Se i report arrivano tardi, non sono filtrabili, o non parlano la lingua del payroll, diventano un allegato “decorativo”.
Costo: iterazioni infinite tra HR, responsabili e paghe.
1) Definisci regole e ruoli (prima del software)
Metti nero su bianco:
Suggerimento operativo: crea una matrice “ruolo → potere decisionale” e falla firmare/approvare internamente.
2) Raccogli la richiesta con dati minimi ma completi
Una richiesta di autorizzazione straordinari dovrebbe contenere almeno:
Se questi campi mancano, è quasi certo che a fine mese dovrai ricostruire tutto a mano.
3) Autorizza prima (e gestisci le eccezioni senza caos)
La regola base è: prima autorizzo, poi lavoro. Le eccezioni esistono (urgenze, guasti), ma vanno gestite così:
Così eviti che l’eccezione diventi la norma.
Quando gli straordinari aumentano, il problema non è solo il calcolo: è la governance. L’HR deve poter rispondere rapidamente a domande come:
Libemax Rilevazione Presenze è progettato proprio per chi deve passare da una gestione “artigianale” a un processo stabile, con evidenze e reportistica. Ecco in pratica come.
1) Centralizzi l’autorizzazione straordinari in un flusso unico
Invece di rincorrere richieste su canali diversi, puoi gestire la autorizzazione straordinari con un flusso chiaro:
Il valore non è “avere un click in più”, ma avere una traccia unica: chi ha autorizzato, quando, e con quale motivazione. In caso di contestazione, non devi ricostruire: devi semplicemente estrarre.
2) Rilevi le presenze in modo affidabile, anche da smartphone (con GPS)
Quando le persone lavorano su cantieri, in sedi diverse o in mobilità, le timbrature tradizionali non bastano. Con Libemax puoi gestire la rilevazione presenze anche da smartphone, con supporto alla geolocalizzazione (quando previsto dalla tua policy e configurazione privacy), riducendo:
Il risultato è che lo straordinario non nasce da un foglio compilato dopo: nasce da presenze rilevate e verificabili.
3) Riduci le correzioni “creative” con motivazioni e responsabilità
Nella pratica HR, le correzioni sono inevitabili (dimenticanze, anomalie, casi particolari). La differenza la fa il come:
Questo trasforma un punto debole (le correzioni) in un punto di forza (la trasparenza).
4) Trasformi i dati in report straordinari utili davvero
I report straordinari non devono essere “un totale ore”: devono essere navigabili e pronti all’azione. Con Libemax puoi costruire report che ti permettono di:
Se oggi perdi giorni a “pulire” i dati prima di inviarli, un buon sistema ti fa recuperare tempo ogni mese, e soprattutto riduce l’errore.
5) Metti sotto controllo costo e comportamento, non solo le ore
Quando hai un flusso digitale, puoi passare da “quanto abbiamo fatto?” a “come lo preveniamo?”. Esempi concreti:
In altre parole: i report diventano strumenti di pianificazione, non solo di consuntivazione.
6) Separi i ruoli e proteggi i dati (HR, responsabili, dipendenti)
Un sistema pensato per l’HR permette di assegnare permessi coerenti:
Questo è fondamentale sia per efficienza sia per privacy, perché evita accessi “informali” a dati che non dovrebbero circolare su email o fogli condivisi senza controllo.
Inoltre con la funzione “Approva straordinari” potrai tenere sotto controllo tutti gli orari dei tuoi dipendenti e scegliere quali straordinari approvare secondo le tue policcy.
Se vuoi governare davvero gli straordinari, questi sono i report “minimi” (non opzionali):
Quando questi report sono disponibili in pochi click, l’HR smette di “chiudere il mese” e inizia a gestire.
È obbligatoria l’autorizzazione preventiva?
È la scelta più robusta in termini di governance interna. Se hai eccezioni operative, definisci una finestra di regolarizzazione e tracciala: l’importante è che non sia discrezionale.
Se una persona fa straordinario non autorizzato, cosa faccio?
Serve una regola chiara: verifica il fatto, raccogli motivazione, decide il responsabile secondo policy (pagamento, recupero, richiamo organizzativo). Senza un flusso tracciato, ogni caso diventa una trattativa.
Come evito che “ore extra” diventino la norma?
Due leve: controllo preventivo (autorizzazione) e report mensili che evidenziano reparti e motivazioni ricorrenti. Se il bisogno è sistemico, lo straordinario sta coprendo un problema di pianificazione.
I report devono essere uguali per HR e paghe?
Non necessariamente. Le paghe vogliono dati puliti e coerenti; l’HR vuole letture per decisioni (trend, cause, picchi). L’importante è che derivino dalla stessa fonte.
Autorizzare e tracciare gli straordinari in modo difendibile significa trasformare un tema “soggettivo” in un processo con evidenze: richieste, approvazioni, presenze, motivazioni e report. Quando questi passaggi sono digitali e coerenti, l’HR recupera tempo, riduce rischi e restituisce responsabilità alla linea.
Se vuoi vedere come funziona nella pratica, Prova gratis Libemax Rilevazione Presenze per 14 giorni e costruisci un processo di autorizzazione straordinari e report straordinari che regge davvero.
Gestire i turni non è solo “mettere qualcuno in calendario”. Per Operations e HR, la gestione turni è un sistema che tocca produttività, qualità del servizio, costi del lavoro, benessere delle persone e conformità. Quando questo sistema è disordinato (file Excel sparsi, chat infinite, cambi turno non tracciati, timbrature “a posteriori”, approvazioni informali), succede una cosa prevedibile: gli errori aumentano e gli straordinari diventano “invisibili”.
Lo smart working ha cambiato davvero il modo in cui le aziende organizzano il lavoro: più flessibilità, più autonomia, spesso anche più produttività. Ma c’è un punto che continua a creare attrito tra HR, direzione e team: la gestione delle presenze. Quando le persone non sono fisicamente in sede, la domanda “come faccio a sapere che le ore dichiarate sono corrette?” rischia di trasformarsi in un controllo eccessivo, fatto di messaggi, chiamate, report manuali e richieste continue di conferme.
Una policy timbrature scritta bene è una di quelle cose che “non si notano” quando tutto funziona, ma che diventano cruciali quando scoppia un problema: timbrature mancanti, dispute su orari, straordinari non autorizzati, smart working non tracciato, badge passati tra colleghi, geolocalizzazioni contestate, audit interni, vertenze. Senza regole presenze chiare, l’azienda rischia caos operativo, conflitti tra responsabili e dipendenti, e soprattutto difficoltà a dimostrare cosa è successo davvero.