Gestire gli orari di lavoro in modo chiaro, coerente e conforme alle policy aziendali non è sempre semplice, soprattutto quando si parla di arrotondamenti. Per questo in Libemax Rilevazione Presenze abbiamo introdotto nuove funzioni che ti permettono di personalizzare nel dettaglio il comportamento del sistema, adattandolo alle esigenze dei diversi reparti e dei singoli dipendenti.
Da oggi puoi creare più modelli di arrotondamento orario e scegliere quale applicare a ogni area aziendale.
Ad esempio, puoi impostare un arrotondamento specifico per il reparto produzione e uno differente per gli uffici, così da rispettare le diverse esigenze organizzative senza compromessi.
Ogni modello può essere configurato in autonomia e riutilizzato nel tempo, senza dover intervenire manualmente ogni mese.
Le nuove impostazioni ti permettono di decidere come il sistema deve intervenire sui dati delle presenze:
Per entrambe le modalità sono disponibili dei simulatori che ti permettono di verificare l’effetto delle regole impostate prima di applicarle definitivamente.
Una delle principali novità è la possibilità di impostare un arrotondamento dedicato ai ritardi.
Per i dipendenti che lavorano a fasce orarie o turni, puoi attivare una regola specifica che entra in gioco solo quando la timbratura avviene dopo l’orario di inizio o fine previsto. Negli altri casi continua a valere l’arrotondamento di default.
Anche per i ritardi puoi:
Una volta creato il modello di arrotondamento, puoi assegnarlo in modo massivo a dipendenti o gruppi direttamente da Anagrafiche → Dipendenti/Utenti → Cambio massivo impostazioni aggiuntive, attivando il punto relativo all’“Arrotondamento orario lavorativo” e scegliendo il tipo di arrotondamento da applicare.
In questo modo l’azienda può:
Per saperne di più su come personalizzare i tuoi arrotondamenti leggi la nostra guida
Gestire i turni non è solo “mettere qualcuno in calendario”. Per Operations e HR, la gestione turni è un sistema che tocca produttività, qualità del servizio, costi del lavoro, benessere delle persone e conformità. Quando questo sistema è disordinato (file Excel sparsi, chat infinite, cambi turno non tracciati, timbrature “a posteriori”, approvazioni informali), succede una cosa prevedibile: gli errori aumentano e gli straordinari diventano “invisibili”.
Lo smart working ha cambiato davvero il modo in cui le aziende organizzano il lavoro: più flessibilità, più autonomia, spesso anche più produttività. Ma c’è un punto che continua a creare attrito tra HR, direzione e team: la gestione delle presenze. Quando le persone non sono fisicamente in sede, la domanda “come faccio a sapere che le ore dichiarate sono corrette?” rischia di trasformarsi in un controllo eccessivo, fatto di messaggi, chiamate, report manuali e richieste continue di conferme.
Una policy timbrature scritta bene è una di quelle cose che “non si notano” quando tutto funziona, ma che diventano cruciali quando scoppia un problema: timbrature mancanti, dispute su orari, straordinari non autorizzati, smart working non tracciato, badge passati tra colleghi, geolocalizzazioni contestate, audit interni, vertenze. Senza regole presenze chiare, l’azienda rischia caos operativo, conflitti tra responsabili e dipendenti, e soprattutto difficoltà a dimostrare cosa è successo davvero.