Permessi retribuiti e non retribuiti: cosa sapere

permessi retribuiti e permessi non retribuiti
Scritto il 22 Ottobre 2025

I permessi, siano essi retribuiti o non retribuiti, rappresentano un diritto fondamentale dei lavoratori e uno strumento essenziale di gestione del tempo in azienda. Conoscere le differenze tra le due tipologie è importante sia per chi lavora sia per chi gestisce il personale, in modo da evitare errori nella pianificazione e nella busta paga.

Cosa sono i permessi retribuiti

I permessi retribuiti sono giornate o ore di assenza dal lavoro durante le quali il dipendente conserva il diritto alla retribuzione. Vengono concessi per specifiche esigenze personali o familiari e sono regolati dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) o da normative specifiche.

Tra i più comuni troviamo:

  • Permessi per motivi personali o familiari, come lutti o matrimoni;
  • Permessi per visite mediche o terapie certificate;
  • Permessi per motivi sindacali;
  • Permessi ex Legge 104, concessi per l’assistenza a familiari con disabilità.

Il datore di lavoro deve riconoscere il compenso per il periodo di assenza, poiché questi permessi sono considerati parte integrante del tempo di lavoro effettivo. Tuttavia, le modalità di fruizione e la quantità di ore disponibili possono variare in base al contratto collettivo applicato.

Cosa sono i permessi non retribuiti

I permessi non retribuiti, al contrario, sono periodi di assenza in cui il lavoratore non percepisce stipendio. Pur non essendo pagati, rappresentano una possibilità importante per chi ha necessità personali o familiari non coperte da altre tipologie di congedo.

Sono generalmente concessi:

  • Per motivi di studio, quando non previsti dal contratto collettivo;
  • Per esigenze personali o familiari straordinarie;
  • In caso di assenze prolungate non rientranti nei permessi retribuiti o nei congedi parentali.

In questi casi, l’azienda può valutare discrezionalmente la concessione del permesso, tenendo conto dell’organizzazione interna e delle esigenze produttive. L’assenza non retribuita non contribuisce alla maturazione di ferie, tredicesima o TFR.

Differenze principali tra permessi retribuiti e non retribuiti

Aspetto

Permessi Retribuiti

Permessi Non Retribuiti

Compenso

Il lavoratore riceve la normale retribuzione

Nessun compenso previsto

Concessione

Regolata dal CCNL o da specifiche leggi

Su richiesta del dipendente, a discrezione del datore

Maturazione ferie e TFR

Continua regolarmente

Sospesa durante il periodo di assenza

Durata

Limitata e definita dal contratto

Variabile, previa autorizzazione

Comprendere queste differenze è fondamentale per evitare errori nella gestione delle presenze e nella compilazione delle buste paga. Un errore nella classificazione può infatti influire sulla corretta retribuzione e sulla contabilità aziendale.

Come gestire correttamente i permessi in azienda

La gestione dei permessi retribuiti e non retribuiti può diventare complessa, soprattutto in aziende con molti dipendenti o sedi distribuite. Automatizzare il processo di richiesta, approvazione e contabilizzazione aiuta a evitare errori e a garantire trasparenza.

Un sistema digitale consente:

  • di monitorare in tempo reale le assenze e i permessi concessi;
  • di archiviare la documentazione a supporto (come certificati medici o richieste scritte);
  • di calcolare automaticamente i residui di permessi e ferie;
  • di sincronizzare le timbrature con le ore lavorate effettive.

La soluzione di Libemax Rilevazione Presenze

Per le aziende che desiderano semplificare la gestione di permessi retribuiti e non retribuiti, Libemax Rilevazione Presenze rappresenta la soluzione ideale. La piattaforma permette di gestire facilmente assenze, timbrature e turni, offrendo una visione chiara e aggiornata delle presenze in tempo reale, anche tramite smartphone.

Prova gratuitamente Libemax Rilevazione Presenze per 14 giorni e scopri quanto può essere semplice gestire i permessi dei tuoi dipendenti in modo digitale, preciso e conforme alle normative vigenti.

Ultime news

  • libemax rilevazione presenze onboarding

    Libemax Rilevazione Presenze, on boarding facile, assistito e gratuito

    Adottare un nuovo software per la rilevazione presenze può sembrare complicato.
    La parte più delicata, spesso, non è scegliere lo strumento giusto, ma iniziare a usarlo davvero: creare l’azienda, configurare gli utenti, impostare le regole, abilitare le timbrature da smartphone, organizzare sedi, reparti e permessi.

    Con Libemax Rilevazione Presenze, questa fase diventa molto più semplice, perché l’onboarding non è lasciato interamente al cliente. È gratuito, assistito e disponibile già durante il periodo di prova gratuita di 14 giorni.

    Continua a leggere Freccia
  • gdpr rilevazione presenze libemax

    GDPR e presenze dipendenti: i dati che puoi raccogliere, quelli che non puoi e come proteggerti

    La rilevazione delle presenze è una necessità organizzativa: ogni azienda deve sapere quando un dipendente inizia il lavoro, quando termina il turno, se svolge attività fuori sede, se lavora in smart working o se effettua interventi presso clienti.

    Ma appena si parla di timbrature tramite app, GPS, geolocalizzazione, badge digitali o pannelli di controllo online, entra in gioco un tema fondamentale: la protezione dei dati personali.

    Continua a leggere Freccia
  • libemax rilevazione presenze geolocalizzazione

    Il datore di lavoro può controllare dove si trova il dipendente? Geolocalizzazione e limiti di legge

    La geolocalizzazione dei dipendenti non può essere usata per controllare continuamente gli spostamenti personali del lavoratore. Può invece essere utilizzata, se correttamente configurata, per esigenze organizzative, produttive, di sicurezza, di tutela del patrimonio aziendale o per certificare una presenza lavorativa in un luogo determinato.

    Un caso concreto è la timbratura da cellulare con posizione GPS.

    Continua a leggere Freccia