Lo smartworking nella nuova puntata di Lavoro Semplice e Chiaro

quinta puntata di lavoro semplice e chiaro
Scritto il 03 Giugno 2025

È uscita oggi una nuova puntata del podcast “Lavoro semplice e chiaro”, il format che fa chiarezza sui temi caldi del mondo del lavoro. Questa volta con Sabrina Grazini, LinkedIn Top Voice ed esperta in risorse umane, affrontiamo un argomento che divide il web (e non solo): lo smart working.

Smart Working: produttività o weekend lungo?

Lo smart working è davvero sinonimo di maggiore produttività, o solo una scusa per allungare il fine settimana? In questa puntata, Sabrina racconta storie reali, tra imprenditori sorpresi di essere gli unici in ufficio il venerdì e dipendenti incontrati in aeroporto durante l’orario di lavoro.

Non tutto quello che chiamiamo smart working lo è davvero.

Telelavoro, lavoro agile e smart working: facciamo chiarezza

Uno dei punti di maggiore confusione riguarda i termini: telelavoro, smart working e lavoro agile. Sono sinonimi? No. E Sabrina lo spiega con esempi concreti.

Il telelavoro è rigido, con orari fissi: il lavoratore è a casa, ma come se fosse in ufficio.
Il lavoro agile, regolamentato dal 2017, è orientato agli obiettivi, non agli orari.
Lo smart working? Spesso usato impropriamente per indicare qualsiasi lavoro da remoto.

Le domande dell’intelligenza artificiale (che ci facciamo tutti)

In un ribaltamento creativo, abbiamo chiesto all’intelligenza artificiale non di darci risposte, ma di porci domande. Ecco le tre che affrontiamo nella puntata.

Come viene monitorata la produttività in smart working?
Con obiettivi chiari, report e fiducia. Il controllo non è sul tempo, ma sui risultati.

Sono coperto da assicurazione in caso di infortunio a casa?
Sì, ma solo se l’attività è effettivamente lavorativa. Se ti fai male cucinando durante la pausa pranzo, non è considerato infortunio sul lavoro.

Chi lavora da casa guadagna meno?
Assolutamente no. La legge vieta ogni forma di discriminazione retributiva tra chi lavora in sede e chi lavora in modalità agile.

Uno strumento in più per le aziende

Sapevi che Libemax Rilevazione Presenze consente di distinguere tra lavoro in sede e lavoro in smart working? È una funzione pensata per aiutare le aziende a gestire meglio la flessibilità e semplificare il lavoro del reparto HR.

Prova Libemax Rilevazione Presenze per 14 giorni completamente gratuiti.

Ascolta la nuova puntata del podcast “Lavoro semplice e chiaro” su Spotify, Apple Podcast o sulla tua piattaforma preferita.
Per supportare il progetto, puoi lasciare una recensione, un commento oppure cliccare su “Segui”.
Ogni settimana sfatiamo un nuovo mito sul mondo del lavoro.

Ultime news

  • libemax rilevazione presenze onboarding

    Libemax Rilevazione Presenze, on boarding facile, assistito e gratuito

    Adottare un nuovo software per la rilevazione presenze può sembrare complicato.
    La parte più delicata, spesso, non è scegliere lo strumento giusto, ma iniziare a usarlo davvero: creare l’azienda, configurare gli utenti, impostare le regole, abilitare le timbrature da smartphone, organizzare sedi, reparti e permessi.

    Con Libemax Rilevazione Presenze, questa fase diventa molto più semplice, perché l’onboarding non è lasciato interamente al cliente. È gratuito, assistito e disponibile già durante il periodo di prova gratuita di 14 giorni.

    Continua a leggere Freccia
  • gdpr rilevazione presenze libemax

    GDPR e presenze dipendenti: i dati che puoi raccogliere, quelli che non puoi e come proteggerti

    La rilevazione delle presenze è una necessità organizzativa: ogni azienda deve sapere quando un dipendente inizia il lavoro, quando termina il turno, se svolge attività fuori sede, se lavora in smart working o se effettua interventi presso clienti.

    Ma appena si parla di timbrature tramite app, GPS, geolocalizzazione, badge digitali o pannelli di controllo online, entra in gioco un tema fondamentale: la protezione dei dati personali.

    Continua a leggere Freccia
  • libemax rilevazione presenze geolocalizzazione

    Il datore di lavoro può controllare dove si trova il dipendente? Geolocalizzazione e limiti di legge

    La geolocalizzazione dei dipendenti non può essere usata per controllare continuamente gli spostamenti personali del lavoratore. Può invece essere utilizzata, se correttamente configurata, per esigenze organizzative, produttive, di sicurezza, di tutela del patrimonio aziendale o per certificare una presenza lavorativa in un luogo determinato.

    Un caso concreto è la timbratura da cellulare con posizione GPS.

    Continua a leggere Freccia