Perché molti lavoratori pensano di guadagnare meno quando fanno straordinari?
“Più lavoro, meno guadagno.”
È una delle frasi più ricorrenti quando si parla di straordinari in azienda. Ma è davvero così? Oppure si tratta di un falso mito radicato da tempo tra i lavoratori?
In una nuova puntata del podcast “Lavoro semplice e chiaro”, realizzato da Libemax insieme alla consulente del lavoro e LinkedIn Top Voice Sabrina Grazini, si affronta uno dei dubbi più diffusi nel mondo HR: gli straordinari fanno davvero diminuire lo stipendio netto?
Il mito degli straordinari tassati di più
Nella puntata, Sabrina racconta un caso concreto: un dipendente convinto che gli straordinari lo penalizzassero economicamente, tanto da rifiutarli ogni mese. Solo con un’analisi dettagliata della busta paga si è riusciti a chiarire il meccanismo che si cela dietro quella percezione.
Il punto chiave?
Il netto mensile può sembrare più basso perché gli straordinari aumentano l’imponibile fiscale del mese, facendo temporaneamente salire lo scaglione IRPEF. Ma alla fine dell’anno, con il conguaglio fiscale, il conteggio si riequilibra e può persino risultare a credito per il dipendente.
Tre risposte utili ai dubbi più frequenti
Nel podcast si risponde in modo semplice e preciso a tre domande cruciali:
Perché ascoltare questa puntata
Se gestisci un’azienda o sei un responsabile del personale, questa puntata ti aiuterà a prevenire malintesi con i tuoi dipendenti, migliorare la comunicazione interna e valorizzare strumenti come la banca ore e la gestione trasparente delle buste paga.
Se sei un dipendente, potrai capire meglio come viene calcolata la tua retribuzione e perché non sempre ciò che vedi a fine mese è il quadro completo.
Dove ascolte la seconda puntata di Lavoro Semplice e Chiaro
La puntata è disponibile in audio e video su Spotify, su YouTube e tutte le piattaforme audio.
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La rilevazione delle presenze è una necessità organizzativa: ogni azienda deve sapere quando un dipendente inizia il lavoro, quando termina il turno, se svolge attività fuori sede, se lavora in smart working o se effettua interventi presso clienti.
Ma appena si parla di timbrature tramite app, GPS, geolocalizzazione, badge digitali o pannelli di controllo online, entra in gioco un tema fondamentale: la protezione dei dati personali.
La geolocalizzazione dei dipendenti non può essere usata per controllare continuamente gli spostamenti personali del lavoratore. Può invece essere utilizzata, se correttamente configurata, per esigenze organizzative, produttive, di sicurezza, di tutela del patrimonio aziendale o per certificare una presenza lavorativa in un luogo determinato.
Un caso concreto è la timbratura da cellulare con posizione GPS.
Durante i periodi di maggiore intensità lavorativa, come la stagione estiva, organizzare personale, presenze e attività in modo preciso diventa essenziale. Nei lavori stagionali, infatti, aumentano spesso il numero di collaboratori, gli spostamenti presso clienti o cantieri, le variazioni di orario e la necessità di verificare rapidamente chi è presente, dove sta lavorando e quante ore ha svolto.