Siamo orgogliosi di condividere con voi un'importante novità: oggi la Repubblica – Affari & Finanza ha pubblicato un approfondimento dedicato a Libemax, alla nostra storia e alla nostra visione del futuro del lavoro.
L’articolo, a firma di Luigi Dell’Olio, ripercorre le tappe principali del nostro percorso, dalla nascita nel 2014 con lo sviluppo dell’app Libemax Rilevazione Presenze – oggi la più scaricata in Italia nel suo settore – fino all’attuale fase di crescita, con un team che conta ormai 20 persone e un nuovo quartier generale in apertura a Gorle (BG).
L’articolo racconta anche del nostro impegno nell’integrazione dell’IA nella piattaforma Libemax Rilevazione Presenze, grazie a cui oggi è possibile automatizzare operazioni complesse, generare report personalizzati e analizzare dati aziendali in pochi secondi, il tutto con la massima semplicità d’uso.
“L’obiettivo è semplificare le procedure routinarie, in modo da liberare tempo per le attività nelle quali l’uomo fa la differenza rispetto alla macchina”, questa è la frase con cui Daniel Maida, nostro CEO ha presentato l’introduzione dell’AI su Libemax Rilevazione Presenze.
Nel focus si dà spazio alla nostra filosofia: innovazione sì, ma sempre a supporto dell’uomo, mai in sua sostituzione. Siamo convinti che l’intelligenza artificiale possa e debba essere utilizzata per eliminare le attività ripetitive, liberando tempo per la consulenza di qualità e la relazione umana.
Per questo motivo, nonostante la nostra vocazione tecnologica, continuiamo ad affidarci a persone in carne e ossa sia per lo sviluppo software che per l’assistenza clienti.
C’è un altro aspetto per noi fondamentale: l’attenzione alle persone che lavorano in Libemax. Offriamo un ambiente flessibile, stimolante e piacevole, dove è possibile crescere, divertirsi e sentirsi parte di un progetto in evoluzione. Sì, nei nostri uffici ci sono anche tavoli da ping pong, una piccola palestra e una cucina – perché crediamo che benessere e produttività vadano di pari passo.
Lavorare con il sorriso in Libemax non è una regola imposta, ma una conseguenza del clima lavorativo.
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Gestire i turni non è solo “mettere qualcuno in calendario”. Per Operations e HR, la gestione turni è un sistema che tocca produttività, qualità del servizio, costi del lavoro, benessere delle persone e conformità. Quando questo sistema è disordinato (file Excel sparsi, chat infinite, cambi turno non tracciati, timbrature “a posteriori”, approvazioni informali), succede una cosa prevedibile: gli errori aumentano e gli straordinari diventano “invisibili”.
Lo smart working ha cambiato davvero il modo in cui le aziende organizzano il lavoro: più flessibilità, più autonomia, spesso anche più produttività. Ma c’è un punto che continua a creare attrito tra HR, direzione e team: la gestione delle presenze. Quando le persone non sono fisicamente in sede, la domanda “come faccio a sapere che le ore dichiarate sono corrette?” rischia di trasformarsi in un controllo eccessivo, fatto di messaggi, chiamate, report manuali e richieste continue di conferme.
Una policy timbrature scritta bene è una di quelle cose che “non si notano” quando tutto funziona, ma che diventano cruciali quando scoppia un problema: timbrature mancanti, dispute su orari, straordinari non autorizzati, smart working non tracciato, badge passati tra colleghi, geolocalizzazioni contestate, audit interni, vertenze. Senza regole presenze chiare, l’azienda rischia caos operativo, conflitti tra responsabili e dipendenti, e soprattutto difficoltà a dimostrare cosa è successo davvero.