Nella gestione del lavoro che altre persone svolgono per noi, si sa quanto sia importante poter monitorare lo status degli incarichi affidati: solo così è possibile verificare, in tempo reale, se chi lavora per noi ha effettivamente eseguito i compiti assegnati o se non ha ancora provveduto all’evasione degli stessi. Libemax offre un potente strumento di controllo per questo particolare aspetto dell’ambito lavorativo che navigando su timbrature.libemax.com (e inserendo come username admin e come password libemax) è possibile testare liberamente.
Nella schermata principale, cliccando sulla cartella 2016, si accede alla tabella ANNO_2016 e quindi a una pagina che mostra in tabella la settimana in corso; sopra questa tabella, ben visibile in verde, si trova il pulsante Opzioni avanzate (esportazioni, mappe, …), cliccando il quale si accede a una mascherina che ci dà la possibilità di scegliere se visualizzare la mappa o se esportare le timbrature (filtrabili per cliente o per dipendente). Vi invito a cliccare sul pulsante Mostra mappa: in una scheda a parte, si aprirà una mappa di Google personalizzata con i nostri lavori, ordinati secondo le coordinate classiche (latitudine e longitudine) che il sistema ricava dai lavori da noi precedentemente caricati nel gestionale.
Nella parte alta della schermata, al centro, troviamo tre pulsanti verdi: Tempo reale, Ricerca e Legenda. Cliccando su Tempo reale otterremo la nostra posizione attuale; cliccando su Ricerca attiveremo invece un menù a tendina che ci darà modo di effettuare la ricerca per singolo dipendente o per il totale di tutti i dipendenti, oppure per singolo cliente o per il totale di tutti i clienti e infine di cercare con filtro data gli uni e gli altri. L’ultimo pulsante, Legenda, svolge una funzione puramente illustrativa: grazie alle informazioni in esso riportate possiamo orientarci con i simboli presenti sulla nostra mappa.
Analizziamoli nel dettaglio:
Per questo marker la Legenda riporta la dicitura “Lavoro schedulato ancora da eseguire (futuro)”: con questo simbolo verranno dunque contrassegnati quei lavori che sono già stati pianificati con il cliente, ma che ancora devono essere svolti. Per questi lavori, dunque, non è ancora disponibile alcuna timbratura.
Questo marker segnala un “Lavoro schedulato eseguito nell’orario e/o nei tempi indicati”: è ovviamente il marker, tra quelli esistenti, che si spera sempre di trovare riportato in mappa. Esso indica chiaramente che è tutto ok, che i nostri collaboratori hanno svolto l’incarico in perfetto orario e nelle tempistiche concordate.
Con questo marker, che indica un “Lavoro schedulato eseguito in ritardo o durata lavoro NON corretta” occorre attivarsi per un’indagine sull’operato dei propri incaricati, per comprendere cosa sia successo e perché ci sia stato un ritardo o una mancata osservazione delle tempistiche previste.
L’ultimo marker, “Lavoro schedulato non eseguito” è quello che si spera di non trovare mai presente nella propria mappa: c’è un problema, i nostri dipendenti non hanno eseguito il compito a loro assegnato e dobbiamo il prima possibile indagare per quale motivo.
Grazie a questo strumento abbiamo a disposizione, dunque, un’istantanea chiara ed essenziale delle attività gestite dalle persone che lavorano con noi.
Le aziende gestiscono ogni giorno una grande quantità di documenti e scadenze: certificazioni, documenti di cantiere, assicurazioni, bollo auto, attestati di formazione e documentazione dei dipendenti.
Tenere tutto sotto controllo può diventare complesso, soprattutto quando il numero di lavoratori o mezzi aziendali cresce.
Il badge digitale di cantiere, introdotto dal DL 159/2025, rappresenta una delle novità più rilevanti per il settore dell’edilizia e per la gestione della presenza dei lavoratori nei cantieri. La norma nasce con l’obiettivo di rafforzare sicurezza, trasparenza e tracciabilità della manodopera, contrastando fenomeni come lavoro nero e irregolarità nei subappalti.
Nonostante l’attenzione crescente su questo tema, alla data del 9 marzo 2026 i decreti attuativi necessari per rendere operativo il badge digitale non risultano ancora pubblicati.
Il rimborso chilometrico è uno di quei processi amministrativi che sembrano banali finché non iniziano ad arrivare: richieste incomplete, km “a occhio”, criteri diversi tra reparti, approvazioni frettolose e contestazioni (“perché a me sì e a lui no?”). Risultato: costi che salgono, tempo perso e — soprattutto — dati difficili da difendere se qualcuno chiede “su cosa si basa questo rimborso?”.