Una nuova e richiestissima funzione da oggi è disponibile: la gestione automatica degli straordinari che permette di calcolarli comodamente e senza margini di errore.
Nel pannello di amministrazione web, nella sezione Dipendenti, al momento di inserire un nuovo dipendente (pannello Inserisci dipendente), notiamo, a fondo pagina, una sezione Orario lavorativo e in essa 7 campi con i relativi nomi dei giorni della settimana. Questa stessa funzione è disponibile anche per i dipendenti già inseriti e si trova sulla destra, nella tabella Dipendete, facendo click sull’icona azzurra. In questi campi vanno inseriti gli orari lavorativi ordinari del proprio dipendente, vale a dire quelli concordati in fase contrattuale, con alcuni importanti accorgimenti:
- se non inseriamo un numero specifico nei campi dei giorni della settimana, il sistema prevedrà come ordinarie tutte le ore lavorate
- se inseriamo “0” come valore (per esempio per il sabato e la domenica, essendo in genere giorni non lavorativi), tutte le ore lavorate in quei giorni verranno conteggiate come straordinari.
- se inseriamo “8” come valore (per esempio per i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì), tutte le ore lavorate in quei giorni verranno conteggiate come ordinarie fino all’ottava ora poi il tempo eccedente verrà spostato nella sezione straordinari (es. se un dipendente lavora 10 ore, 8 ore saranno ordinarie mentre le altre 2 verranno spostate automaticamente negli straordinari).
Ore ordinarie e straordinarie verranno dunque conteggiate, su righe ben distinte, in fase di esportazione del foglio presenze - in formato Excel.
Passiamo a considerare un'interessante funzione, pensata per gestire il delicato ambito delle trasferte: subito sotto la sezione relativa all'orario lavorativo è specificato quanto segue:
"Nell'esportazione del foglio presenze, le ore associate al cliente di tipo trasferta non verranno sommate alle ore ordinarie per il calcolo degli straordinari."
Questa specifica, che è possibile flaggare o meno, è stata introdotta per cercare di venire incontro al diverso atteggiamento delle aziende nei confronti delle ore di trasferta.
Per questo motivo si precisa, subito dopo il virgolettato di cui sopra:
“Esempio: se al Lunedì imposto 8 ore e il dipendente effettua, 6 ore di ordinarie e 3 di trasferta:
Se selezionato, nel foglio presenze risulteranno 0 ore di straordinario.
Se NON selezionato, nel foglio presenze risulterà 1 ora di straordinario."
Facciamo un esempio pratico. Giovanni lavora per un'azienda che lo manda spessissimo presso suoi clienti; per politica interna, l'azienda per cui Giovanni lavora non considera ore di lavoro straordinario le ore di trasferta, giudicandole piuttosto come facenti parte del suo orario di lavoro normale - motivo per il quale l'azienda flaggherà la dicitura di cui sopra.
Se Giovanni, dunque, ha un orario lavorativo di 8 ore e ne fa altre 2 di trasferta, le ore che gli verranno pagate saranno 8 ordinarie e 2 di trasferta e non 8 ordinarie + 2 straordinarie.
Giovanni, un bel giorno, decide di cambiare lavoro e viene assunto presso un'azienda con una politica diversa nei confronti delle trasferte e che non mette il flag alla dicitura di cui sopra. In questo caso, su un totale di 10 ore, ripartite come sopra, gli verranno riconosciute 8 ore ordinarie (di cui 2 di trasferta) e 2 di straordinari.
Un'aspetto da tenere conto è che in caso di eventuali variazioni dell'orario lavorativo le modifiche verranno applicate a partire della data di modifica, questo serve per poter mantenere lo storico in caso che un dipendente dovesse cambiare i suoi orari.
Lo smart working ha cambiato davvero il modo in cui le aziende organizzano il lavoro: più flessibilità, più autonomia, spesso anche più produttività. Ma c’è un punto che continua a creare attrito tra HR, direzione e team: la gestione delle presenze. Quando le persone non sono fisicamente in sede, la domanda “come faccio a sapere che le ore dichiarate sono corrette?” rischia di trasformarsi in un controllo eccessivo, fatto di messaggi, chiamate, report manuali e richieste continue di conferme.
Una policy timbrature scritta bene è una di quelle cose che “non si notano” quando tutto funziona, ma che diventano cruciali quando scoppia un problema: timbrature mancanti, dispute su orari, straordinari non autorizzati, smart working non tracciato, badge passati tra colleghi, geolocalizzazioni contestate, audit interni, vertenze. Senza regole presenze chiare, l’azienda rischia caos operativo, conflitti tra responsabili e dipendenti, e soprattutto difficoltà a dimostrare cosa è successo davvero.
Libemax Rilevazione Presenze nasce proprio per semplificare: timbrature da smartphone, dati ordinati, pannello web per controllare ed esportare, e un flusso più rapido per tutte le attività legate al personale. E oggi fa un passo in più: diventa modulare.