Giornali e televisioni parlano dell'app per timbrare il cartellino (la nostra app Rilevazione Presenze) e il Garante dà il via libera alle timbrature con un'app.
Con l’adozione della nostra app, che prevede l’uso dei dati di geolocalizzazione, le società possono snellire le procedure relative alla gestione amministrativa del personale e all'ottimizzazione dei processi lavorativi.
L'app per timbrare il cartellino consente di rilevare la posizione e le presenze attraverso smartphone (Android o iPhone) che possono essere dotati di tecnologia di localizzazione GPS, NFC o Beacons per avere una maggior precisione. Gli addetti potranno quindi timbrare con il cellulare in loro dotazione in maniera semplice e veloce, senza bisogno di costose apparecchiature. In tempo reale è possibile conoscere orario e posizione geografica degli addetti all'atto della timbratura oltre che allegati quali fotografie e firme.
La nostra app rispetta le condizioni descritte dal Garante: l'orario e la posizione vengono rilevate solo quando il dipendente, di sua spontanea volontà, effettua la timbratura di ingresso e uscita e subito dopo il GPS viene disattivato, inoltre l'utente, in caso di necessità, potrà verificare se la geolocalizzazione è attiva o meno direttamente dall'app o dalle impostazioni del dispositivo. Quando l'app non è in uso non verranno tracciati spostamenti e tutti i dati contenuti nel dispositivo del dipendente, durante l'uso dell'app o meno, non verranno in alcun modo condivisi o trattati.
I dati inviati delle timbrature, tramite il dispositivo, sono crittografati a livello bancario con connessione SSL 128bit e vengono adottate diversi sistemi di sicurezza e backup per proteggere i dati dell'azienda e dei clienti.
Tra i vari articoli di giornale che parlano dell'app per timbrare il cartellino:
Inoltre, Fiorello durante la trasmissione "Edicola Fiore" su Sky ha mostrato degli articoli di giornale che parlavano dell'app.
Gestire i turni non è solo “mettere qualcuno in calendario”. Per Operations e HR, la gestione turni è un sistema che tocca produttività, qualità del servizio, costi del lavoro, benessere delle persone e conformità. Quando questo sistema è disordinato (file Excel sparsi, chat infinite, cambi turno non tracciati, timbrature “a posteriori”, approvazioni informali), succede una cosa prevedibile: gli errori aumentano e gli straordinari diventano “invisibili”.
Lo smart working ha cambiato davvero il modo in cui le aziende organizzano il lavoro: più flessibilità, più autonomia, spesso anche più produttività. Ma c’è un punto che continua a creare attrito tra HR, direzione e team: la gestione delle presenze. Quando le persone non sono fisicamente in sede, la domanda “come faccio a sapere che le ore dichiarate sono corrette?” rischia di trasformarsi in un controllo eccessivo, fatto di messaggi, chiamate, report manuali e richieste continue di conferme.
Una policy timbrature scritta bene è una di quelle cose che “non si notano” quando tutto funziona, ma che diventano cruciali quando scoppia un problema: timbrature mancanti, dispute su orari, straordinari non autorizzati, smart working non tracciato, badge passati tra colleghi, geolocalizzazioni contestate, audit interni, vertenze. Senza regole presenze chiare, l’azienda rischia caos operativo, conflitti tra responsabili e dipendenti, e soprattutto difficoltà a dimostrare cosa è successo davvero.